'Maldoror', arriva il thriller ispirato al caso del Mostro di Marcinelle
Già fuori concorso alla Mostra di Venezia, in sala dal 20 agosto
(di Francesco Gallo) Belgio 1995 : la scomparsa di due ragazzine suscita un enorme allarme mediatico perché si sospetta un possibile caso di pedofilia. Così Paul Chartier (Anthony Bajon), giovane gendarme idealista che ha tanta voglia di distinguersi, viene assegnato a una squadra segreta, nome in codice 'Maldoror', incaricata di sorvegliare un sospetto recidivo considerato estremamente pericoloso. Questo l'incipit di 'Maldoror' del regista belga Fabrice du Welz, thriller pedo-criminale già Fuori Concorso all'81/o Festival di Venezia e ora in sala dal 20 agosto distribuito da Movies Inspired. Un film liberamente ispirato alla storia del "Mostro di Marcinelle", noto caso di cronaca nera che sconvolse il Belgio negli anni Novanta. Così, non a caso nel film il sospetto pedofilo, Marcel Dedieu, interpretato da Sergi López, rimanda evidentemente a Marc Dutroux, rapitore, pedofilo e assassino che tra gli anni Ottanta e Novanta sequestrò, ne abusò sessualmente e uccise diverse bambine e adolescenti. Nel 1996 Dutroux fu poi arrestato insieme ad alcuni complici, tra cui la moglie Michelle Martin. Dopo un lungo processo, nel 2004 l'uomo fu riconosciuto colpevole di sequestri, violenze sessuali, omicidi e altri reati e condannato all'ergastolo, pena che sta ancora scontando. E non finisce qui: tra le ombre di questa inchiesta l'ipotesi che ci fosse una rete di sfruttamento minorile più ampia mai venuta alla luce perché protetta da personalità influenti. In questo film, molto cupo e ricco di colpi di scena, protagoniste assolute sono la tenacia e l'ossessività di Paul Chartier, questo giovane agente dalla faccia infantile che si scontra con le rivalità tra i vari organi di polizia, la burocrazia e i problemi nel sistema giudiziario. Ma va detto che Paul, ormai sempre più ossessionato dall'indagine, non molla mai mettendo a rischio la sua stessa famiglia. Dice Fabrice Du Welz che ha voluto girare 'Maldoror' proprio a Charleroi: "Quando lo scandalo è scoppiato, a metà degli anni '90, avevo vent'anni ed ero abbastanza ingenuo da credere che il mondo degli adulti fosse un luogo sicuro e ben organizzato. Come la maggior parte delle persone della mia generazione, sono rimasto poi sconvolto da un caso apocalittico, in cui si mescolavano omissioni di informazioni, negligenza e implicazioni assurde, ridicole, mediocri. Noi belgi - continua - non siamo riusciti a scrollarci di dosso questo caso per molto tempo: era un pozzo nero in cui erano stati gettati i cittadini belgi che assistevano, sconvolti, all'impotenza dei genitori delle piccole vittime di fronte alle lacune e all'assurdità del sistema giudiziario. Abbiamo scoperto in seguito che le indagini erano state ostacolate dalle rivalità tra le forze dell'ordine, che hanno causato numerose disfunzioni e danni irreparabili. In Belgio, come in qualsiasi altra parte del mondo, ci siamo chiesti tutti: come siamo arrivati a questo punto?". Infine attenzione al titolo: riferimento diretto ai Canti di Maldoror (Les Chants de Maldoror), il celebre poema in prosa pubblicato nel 1868-69 da Lautréamont (pseudonimo di Isidore Ducasse), considerato uno dei testi più oscuri e influenti della letteratura francese e che ha ispirato profondamente i surrealisti. Il protagonista, Maldoror, è una figura che incarna il male assoluto: un personaggio ribelle, sadico, nichilista, in guerra con Dio e con l'umanità.
S.Hall--SFF