Us Open: Eala ruba la scena, a New York è nata una stella
Milioni di fan in patria, la filippina trasforma l''Armstrong' in Little Manila
Bandiere filippine sugli spalti, cori e un tifo da finalissima: il 'Louis Armstrong Stadium' si è trasformato in una Little Manila per la ventunenne Alex Eala, da poco tra le top 20 Wta, che nella notte italiana ha liquidato al primo turno la statunitense Mary Stoiana con un netto 6-1, 6-2. La giovane filippina cresciuta allenandosi su campi di conchiglie frantumate è già la beniamina dei social e New York può fare di lei una stella. Un lungo profilo questa settimana sul New Yorker, la giovanissima lodata da Anna Wintour per il suo senso della moda è diventata un fenomeno anche oltre il suo Paese di oltre 120 milioni di abitanti che tifano soprattutto il basket e il pugilato maschili. "E' una star mondiale", ha detto di lei Venus Williams con cui spesso ha giocato in doppio, mentre Coco Gauff, che ieri le ha 'rubato' l'Ashe, l'ha elogiata per "aver portato una nuova fascia demografica" ai tornei. Cresciuta a Quezon City e formatasi in Spagna alla 'Rafa Nadal Academy', Alex ha acceso una vera febbre per il tennis nelle Filippine. Nel 2025 si era fatta conoscere dal grande pubblico arrivando in semifinale a Miami e quest'anno ha compiuto un altro salto di qualità, entrando fra le prime venti del ranking e conquistando a Washington il primo titolo Wta. A Flushing Meadows, la Eala-mania si vede e soprattutto si sente. La comunità filippina di New York ha trasformato l'Armstrong in una bolgia, accompagnando con boati e slogan in Tagalog ogni punto della loro beniamina. Lei ha ripagato con una partita a senso unico: dopo qualche difficoltà nel primo turno di servizio, è volata sul 5-0 e non ha più lasciato spazio a Stoiana. Per Eala è il secondo anno consecutivo al secondo turno degli US Open. Ora troverà l'ucraina Oleksandra Oliynykova, con anche un piccolo conto da regolare dopo la sconfitta quest'anno a Strasburgo.
X.Roberts--SFF