Bankitalia avvisa, sui social prestiti truffa con nostro nome
Criminali usano Facebook e Telegram, chiedono denaro in cambio di finanziamenti falsi
Utilizzano i social Facebook e Telegram, per offrire fantomatici prestiti a nome della Banca d'Italia, a patto di versare prima del denaro tramite bonifici istantanei o conti su banche estere. La truffa è stata segnalata da diversi cittadini alla stessa Banca d'Italia che, come informa una nota, ha richiesto "l'oscuramento dei canali e dei siti intercettati". La Banca ribadisce peraltro di "non offrire alcun servizio di investimento, finanziamento o gestione di denaro a privati" e raccomanda "di fare sempre riferimento per qualsiasi informazione al sito ufficiale della Banca d'Italia. Il meccanismo della truffa parte da dei post Facebook che pubblicizzano la possibilità di ricevere varie tipologie di prestiti a condizioni facilitate. "Nel momento in cui l'ignaro cittadino chiede informazioni in merito, gli viene spiegato che sono agenti di credito che operano per conto della Banca d'Italia, gli viene proposto un contratto di finanziamento su falsa carta intestata della Banca (per il quale acquisiscono l'Iban dell'ignaro soggetto truffato) e richiesto un pagamento di 50 euro da effettuare con bonifico istantaneo su un conto corrente con iban estero per la lavorazione della pratica" sottolinea la Banca. "Una volta effettuato il pagamento, il soggetto truffato riceve un falso contratto di finanziamento - con firme false riferite a nominativi di vertice della Banca - spesso corredato da altri documenti falsi che suffragano la serietà dell'operazione (circolari interne, screenshot di procedure di credito già aperte, licenze per l'espletamento del ruolo di agente creditizio) e gli viene chiesta, come condizione essenziale per l'erogazione del prestito e la regolazione delle operazioni legate al finanziamento, l'apertura di un conto corrente con una banca estera su cui versare ulteriori 150 euro". "Se il soggetto truffato effettua entrambi i versamenti i truffatori continuano a chiedere altri soldi per i motivi più disparati. Tutte queste interlocuzioni avvengono di norma sulla piattaforma Telegram".
K.Torres--SFF