Sette soluzioni per decarbonizzare l'industria energivora del vetro
Studio Enea-Assovetro, dai combustibili verdi alla cattura e allo stoccaggio di CO2
Sette soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione dell'industria del vetro, settore ad alta intensità energetica, calibrate sul contesto italiano e allineate all'obiettivo di neutralità climatica al 2050. La proposta è contenuta in uno studio Enea-Assovetro pubblicato sulla rivista internazionale 'Gases', che ha preso in esame due differenti strategie di transizione energetica. Le sette soluzioni, spiega il periodico online Eneainform@ comprendono: uso di combustibili verdi (biogas e idrogeno); cattura e stoccaggio della CO2; interventi di efficienza energetica; elettrificazione dei forni; aumento dell'utilizzo di vetro riciclato; uso di materie prime già decarbonizzate; impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili. I ricercatori hanno applicato diverse soluzioni a due differenti strategie di decarbonizzazione. Nella prima strategia denominata 'Green fuel' l'adozione di biometano e idrogeno verde si è rivelata la misura più efficace tra tutte le leve adottate, consentendo un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica del 45%; per efficacia seguono le misure di cattura e stoccaggio della CO2, che contribuirebbero a una riduzione delle emissioni residue del 26% (a seguire, 21% da efficienza energetica ed elettrificazione, 3% da uso di rottame di vetro e 4% da materie prime alternative decarbonizzate). Nel caso della strategia denominata Carbon Capture and Storage (Ccs), il vero motore della transizione è stata la cattura e lo stoccaggio della CO2 cha ha eliminato il 69% delle emissioni; a seguire, 21% da efficienza energetica ed elettrificazione, 7% da green fuel e 3% da vetro riciclato. Il settore del vetro in Italia emette circa 3,7 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, di cui il 75% generate all'interno del perimetro aziendale (combustione di gas naturale nei forni e reazioni chimiche delle materie prime in fase di miscelazione) e le restanti legate al consumo di energia elettrica negli impianti di produzione, conclude Eneainform@.
T.Martin--SFF